DOMENICA IN BACINO

Domenica scorsa le remiere hanno organizzato una manifestazione in Bacino San Marco per protestare contro il moto ondoso che negli ultimi anni è aumentato in maniera incontrollata. È assai facile capire
perché l’iniziativa sia partita da queste associazioni, basta provare a tenere l’equilibrio finché si voga un sàndolo o un qualsiasi altro tipo di imbarcazione tradizionale a fondo piatto. Gli organizzatori delle remiere del centro storico hanno capito, tuttavia, che il moto ondoso non danneggia solo loro, così hanno esteso l’invito a partecipare alla manifestazione anche ad altri, coinvolgendo i circoli remieri e velici della gronda lagunare, l’Associazione Vela al Terzo e chiunque volesse godere dello specchio d’acqua di fronte San Marco con un moto ondoso contenuto.
Di dimensioni contenute è stata anche l’area concessa ma sufficiente per contenere le barche a remi e far veleggiare le poche barche armate al terzo. Troppo poche, a mio avviso.
Tutti hanno notato l'assenza dei gondolieri, a parte uno. Logicamente tutti si aspettavano l’assenza degli operatori turistici che sfruttano la propulsione meccanica. Pochi però hanno riflettuto sul fatto che anche
loro dovrebbero acquisire la logica che, continuando ad erodere la città si troveranno, in un futuro assai prossimo, a condurre i turisti a visitare le rovine di Venezia.
Non intendo minimamente toccare temi politici o entrare nei meriti della Legge Speciale, promessa per quest’anno, ma credo sia importante sottolineare che non è sensato lamentarsi dei problemi che si vivono
quotidianamente senza pensare a cosa può fare ognuno per risolverli. E la manifestazione di domenica era un’ottima occasione per farlo.
Le riflessioni si potrebbero concludere con una serie di belle foto tratte dalle pagine della grande amica della nostra associazione, Yuko, ma, un po’ come nelle campagne anti fumo dei pacchetti di sigarette, ho preferito riportare la cruda realtà.

Giulio Loris

 

 

 

 

 

                       

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