Regata Coppa del Presidente – Una calda, caldissima giornata di metà settembre

Anche quest’anno la Regata del Presidente si è conclusa. Questa affermazione potrebbe suonare banale ma, per l’edizione di quest’anno, la banalità non è di casa perché, al di là delle problematiche causate dal COVID 19 si sono aggiunte l’assenza giustificata del Presidente AVT ed una giornata straordinariamente calda con un vento un po’ scostante.

L’isola di S. Giorgio sventava una parte del campo di regata ma Matteo Morgantin, a cui va tutta la nostra gratitudine, sia per il lavoro eccellente che ha svolto come giudice che per aver rinunciato a partecipare alla regata, ha spostato leggermente la barca giuria verso il centro del bacino evitando l’ammassamento di barche ferme sulla linea di partenza.

Il campo di regata non ha eguali, nessuna manifestazione velica al mondo si può permettere un bastone con partenza ed arrivo davanti Piazza San Marco tra San Giorgio e riva degli Schiavoni. Quest’anno, purtroppo, è pesata l’assenza degli amici abituali di Rovigno e del lago di Chiemsee e si sono contate solamente 58 imbarcazioni.

La partenza dal lato della boa con le mure a sinistra era la più conveniente ma anche la più pericolosa da attuare perché, se non si tagliava la linea in tempo, ci si trovava ad incrociare il resto della flotta che partiva vicina alla barca giuria con diritto di rotta. Così è stato per alcune barche e non sono mancati gli abbordi. Alcuni dei quali hanno anche dato seguito a proteste. Non è ancora noto il loro esito ma l’augurio è che possano servire a ricordare meglio il Regolamento di Regata e rendere tutti gli equipaggi più consapevoli.

In quasi due ore l’ultima imbarcazione ha tagliato la linea di arrivo ma Corsaro di Alberto Sonino ha impiegato solamente 55 minuti e, come di consueto, si è portato a casa la Coppa del Presidente del primo assoluto. Ennesima conferma che nella vela il caso gioca un ruolo marginale. Come insegna l’intramontabile Leon, quarto assoluto. Davanti a lui arrivano sempre e solo barche più veloci della sua.

All’arrivo in banchina gli equipaggi, prima concentrati nella regata, hanno dovuto riprendere coscienza dell’emergenza Coronavirus. La banchina davanti alle tezze era deserta, il bar sigillato, all’interno della tezza 105 si dovevano mantenere le distanze e usare le mascherine.

L’assenza forzata del rinfresco, il caldo inusuale e gli abbordi hanno reso l’attesa per le premiazioni più tesa del solito. Poi in molti hanno ricevuto un premio, chi per meriti sportivi, primo, secondo e terzo di ogni categoria e chi per incoraggiamento, l’ultimo di ogni categoria. E chi per altri riconoscimenti.

Nel corso delle premiazioni sono intervenuti: Cristina Giussani, Marco Capovilla e Massimiliano de Mio.

Un importante ringraziamento va, infine, agli sponsor, Bepin de Eto, Cristina Giussani e Marina Spinadin (in rigoroso ordine alfabetico) e alle forze dell’ordine che, con precisione quasi chirurgica sono riuscite a delimitare il campo di regata senza mai invaderlo.

Giulio Loris, D.S.




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