Lungo la rotta – n° 6 ottobre 2026 – La tradizione e il dialogo

Ci sono momenti che restano nella storia di un’associazione. Quello che abbiamo
appena vissuto è uno di questi, per l’AVT e per il rapporto che negli ultimi anni abbiamo
costruito con la Marina Militare.
In occasione del Trans-Regional Seapower Symposium, l’Arsenale di Venezia ha
ospitato 70 Capi di Stato Maggiore delle Marine di tutto il mondo e numerose autorità
civili e militari. In questo contesto internazionale le nostre barche hanno avuto un ruolo
preminente nell’accoglienza rendendo il saluto all’ingresso delle delegazioni ospiti. Per
la nostra associazione è stata la prima volta ed è un riconoscimento di cui possiamo
essere orgogliosi.
Il rispetto e la vicinanza
Questo risultato non è arrivato per caso. Nasce da un lavoro paziente, fatto di ascolto e
di rapporti istituzionali costruiti nel tempo, con la convinzione che il dialogo sia lo
strumento migliore a nostra disposizione.
Con la Marina siamo vicini di casa: condividiamo la stessa acqua e la stessa storia.
Collaborare non significa rinunciare alla nostra identità, ma rafforzarla. L’Arsenale è la
casa della Marina ed è anche lo spazio di cui abbiamo bisogno per custodire le barche,
svolgere le nostre attività e crescere. Rapporti istituzionali seri e credibili sono la strada
per ottenere il riconoscimento e gli spazi di cui la flotta ha bisogno per il proprio futuro.
Una comunità aperta
Questo riconoscimento appartiene a tutti i velisti. L’AVT non si muove mai da sola:
vuole essere un punto di riferimento per chiunque armi e ami una barca a vela al terzo,
a qualunque associazione appartenga. Il nostro campionato è aperto a tutti, e conta più
lo spirito lagunare che condividiamo che la tessera in tasca.
Se la Marina ci ha aperto le sue porte, è anche perché rappresentiamo valori che
appartengono a tutta la marineria tradizionale. Quando andiamo in acqua insieme,
testimoniamo il rispetto per la laguna, per il mare e l’impegno contro il moto ondoso, in
una città che ha bisogno di cura.
I ringraziamenti e la visita al Vespucci
Dietro questo risultato c’è il lavoro di alcune persone. Grazie al Vicepresidente Fulvio
Caputo, che da oltre un anno cura con costanza e pazienza i rapporti con la Marina.
Grazie al socio Beppe Pagnacco, che ha avuto la delega organizzativa: ha tenuto i
contatti con i referenti della Marina e ha coordinato la logistica degli armatori.

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Domenica una nostra delegazione è stata ricevuta a bordo della Nave Scuola Amerigo
Vespucci dal Comandante, Capitano di Vascello Nicasio Falica. Ci siamo scambiati i
simboli: il crest del Vespucci è stato consegnato all’AVT e il nostro guidone è salito a
bordo. L’Ammiraglio di Divisione Domenico Guglielmi, Comandante dell’Istituto di Studi
Militari Marittimi e del Presidio Militare di Venezia, ha espresso pubblicamente il suo
apprezzamento per il valore civile e culturale della nostra associazione.
Il grazie più grande va alla flotta, ai timonieri, ai soci e agli amici che hanno risposto
all’appello e hanno portato le barche in acqua:
Alessandro, Christian, Davide, Fabio Gherardi, Fabio Graziani, Francesca Duca,
Francesca, Giorgio, Isabella, Adam, Katia, Giancarlo, Luisa, Marco, Michele, Paolo,
Pippo, Silvio, SueEllen, Enrico, Gigi, Lorenzo, Mauro, Renato, Sara e tutti gli
equipaggi.
È un risultato di tutti. Abbiamo visto che il dialogo apre porte che sembravano chiuse e
che la vela al terzo, quando si presenta unita, viene ascoltata e rispettata. La rotta è
tracciata: la percorriamo insieme.