Lungo la rotta – n° 5 luglio 2026 – La memoria condivisa

Cari amici velaterzisti,

Quasi un anno fa abbiamo approvato il Codice etico e di condotta della nostra associazione e un paragrafo è intitolato “La Memoria condivisa” e così recita: “Ogni socio praticando la Vela al Terzo in tutte le sue forme, partecipa alla formazione di questo patrimonio che l’Associazione raccoglie, preserva, valorizza trasformandolo in una “memoria condivisa” attraverso la costituzione dell’archivio dell’Associazione. Tutti i soci partecipano a questo processo mettendo a disposizione dell’Associazione ogni materiale raccolto: documenti di qualsiasi tipo, fotografie, video, articoli di giornale, ricordi di varia foggia, testimonianze e ogni altro elemento che testimoni le nostre attività e i rapporti che queste ci portano a intessere”.

La “Memoria condivisa” verrà anche/inoltre realizzata e resa fruibile attraverso la costituzione di un Archivio formato da documenti digitali, a cui sarà possibile accedere attraverso il portale dell’Associazione sia per visionare che per implementare l’Archivio stesso.

Per iniziare la costruzione di questa nostra storia comune abbiamo intanto intervistato e raccolto le testimonianze di dodici persone che, per età, professione, esperienze, potevano costituire un “campione significativo” di tutti i soci che hanno fatto parte dell’AVT più o meno a lungo. Non tanto per raccogliere i materiali da loro custoditi, ma per catturare la memoria del loro rapporto con l’Associazione e, più in generale, con la Vela al Terzo e il mondo che l’ha generata.

Abbiamo intervistato Luigi Divari, Franco Dordit, Giulio Gidoni, Pier Vettor Grimani, Roberto Luppi, Roberto Naccari, Alessandro Pagnacco, Paolo Rusca, Yuko Shigemura, Giorgio Suppiej, Silvio Testa, Nicolò Zen e abbiamo iniziato a delineare la narrazione affascinante del percorso fatto dall’associazione attraverso i loro racconti.

Ci sarà modo di illustrare a tutti i soci l’Archivio, il suo senso, il suo funzionamento e così via, ma per il momento ci fermiamo qui offrendovi i numeri del Bollettino che l’AVT ha pubblicato fra il 1993 e il 2000. Una piccolissima anticipazione del tesoro che… a poco a poco scopriremo tutti.

Se non avevate nulla da leggere sotto l’ombrellone o in barena, siete accontentati: BUONE VACANZE!!!

Lungo la rotta – n° 4 giugno 2026 – Risorgimento di Jolanda

Cari amici velaterzisti,

se devo essere sincero, mi piacciono le storie d’amore che vanno a finire bene: probabilmente sono un romantico. Ma se poi una storia d’amore è contrastata, si svolge tra innumerevoli colpi di scena, unisce vecchi amici con nuovi compagni di strada, contratti e avvocati, l’AVT e Vento di Venezia… beh, allora è una storia intrigante, che deve essere ricordata come merita, anche se brevemente.

Tutto inizia nell’ottobre del 1983 quando, dal cantiere di Portosecco dei fratelli Angelo e Attilio Schiavon, esce Jolanda. E’ un magnifico battello a pizzo costruito in fasciame: lunga 7,32 m e larga 2,04 m, è il classico batelo a pisso, in grado di affrontare il mare e un tempo impiegato nella pesca sottocosta. Gino Luppi, però, lo fa costruire perché è “ideale per gite oltre la gronda lagunare”.

Gino e Jolanda non iniziano una gita, ma una lunghissima e fortunata navigazione che li porterà dapprima a riunire quarantacinque terzovelisti lagunari. Di questi, diciotto si ritroveranno il 18 aprile 1988 al ristorante Ai Gondolieri per fondare l’Associazione Vela al Terzo. Tempi fortunati, quelli in cui si firmava la costituzione di un’associazione a tavola e il notaio veniva remunerato con il pagamento del pranzo…

Nel febbraio del 2001, Gino e Jolanda lasciano la presidenza dell’AVT, che viene assunta da Massimo Gin e Paron Giacomo: un altro bel binomio uomo-barca…. sto pensando che tutti noi siamo mezzi uomini/donne e mezzi barca. E sto pensando che, per due decenni, durante le regate, le veleggiate o le navigazioni, la vela rossa e arancione “era” il Presidente. Jolanda era come il negozio Trevissoi: i nostri punti di riferimento in laguna, nel centro storico e… pure nella vita.

Quando Gino ha deciso di veleggiare altrove, nel 2023, Jolanda se n’era andata già da due anni. Piuttosto che lasciarla deperire l’aveva venduta a un appassionato – o almeno così sembrava. Abbiamo visto Jolanda “in buona forma” al Bacan nel 2022, poi ne abbiamo perso le tracce.

E qui veniamo all’ultimo atto della nostra storia. Nell’agosto del 2025, nel corso di uno dei nostri Direttivi, Fabio Gherardi ci informa che Alberto Sonino è alla ricerca di un nuovo armatore per Jolanda, perché il proprietario non se ne cura più e la barca sta rapidamente deteriorandosi. Fabio perora con calore la causa e durante uno dei direttivi di settembre il Consiglio decide di impegnarsi a fondo per salvare Jolanda. Fabio, sempre lui, trova una persona disposta a garantirne il restauro: Massimo Scarpa.

Sarebbe troppo lungo e noioso raccontare i quattro atti privati sfornati dal nostro avvocato per trovare il punto di equilibrio fra disponibilità e richieste da parte del proprietario, di Vento di Venezia e di Massimo Scarpa e non per colpa degli ultimi due. Però non abbiamo “mollato la presa” e dopo otto mesi è stato firmato un documento che, fra le varie clausole, consentirà all’AVT di utilizzare la barca per dieci giorni all’anno come barca sociale.

Jolanda è scesa in laguna il 10 giugno verso le 10:00 lasciando l’isola della Certosa. E’ stata alata all’Associazione Velica Lido intorno alle 12:00 e ora si trova nel capannone di Massimo Scarpa e per ricevere un profondo restauro.

Gino non sarà più a bordo, ma sono convinto che l’amore di tutti i soci le farà bene.

Guardate la foto: la prima è tratta da una pagina di un libro che Gino Luppi stava preparando. Il menabò ci è stato donato da suo figlio Roberto e questo prezioso documento, con donazioni giunte da altri soci, farà parte del costituendo Archivio Storico dell’AVT. Nella seconda Massimo Scarpa ha appena firmato il passaggio di proprietà con il precedente proprietario. Nella terza il lavoro di restauro è già iniziato

Lungo la rotta – n° 3 giugno 2026 – Istruttori diplomati

Cari amici velaterzisti,

sono particolarmente felice di annunciare che la nostra Associazione dispone di un gruppo di soci diplomati “istruttori di secondo livello – Vela tradizionale – Vela al Terzo”. L’attestato è stato rilasciato dalla Libertas, scuola nazionale di formazione sportiva riconosciuta dal CONI. Devo essere sincero: la mia felicità è anche “egoistica” perché senza istruttori diplomati una scuola di vela si pone al di fuori della legge, con ricadute non solo civilistiche e assicurative nel caso di incidente, ma pure fiscali.

Comunque, ritornato al discorso iniziale, i soci sono Marco Bevilacqua, Fulvio Caputo, Franco Dan, Giulio Loris, Mario Mainardis, Zeno Mainardis, Davide Pesavento e Alessandro Pagnacco. Anche tre appartenenti al CVC hanno partecipato al corso che si è tenuto presso la sede dell’Associazione Arzanà (grazie presidente Giorgio Suppiej !)

I corsisti hanno seguito un percorso formativo tenuto da Franco Maitan (ringraziamenti di cuore) che prevedeva cinque lezioni (durata media 3 ore..) con scadenza settimanale, cinque test scritti e due uscite a vela durante le quali manovrare sanpierotte e topi con abilità. Al termine, un’ultima lezione teorica con test di 40 domande.

A quanto mi dice Fulvio, “longa manus” del Consiglio, i nostri soci hanno affrontato con pazienza, disciplina e attenzione il percorso perché hanno compreso che condurre con perizia una barca al terzo e altro rispetto al padroneggiare le materie e le competenze che qualificano un istruttore: dalla meteorologia alla fisica, dalla gestione del primo soccorso alla sicurezza, dalla manutenzione dei motori alla gestione della scuffia, dalla lettura dell’ambiente lagunare, ai nodi, alla manovra di cappa e così via.

Ed ora?

Il Consiglio ha chiesto al gruppo “diplomato” (a cui si deve aggiungere Luigia Tempesta, già istruttore, e Davide Bernardi, che ha coordinato i corsi di vela negli ultimi anni) di riunirsi e discutere su come organizzare una scuola di vela dell’AVT.

Specifico: non un corso di vela (ce ne son tanti in giro), ma una vera scuola. Cioè un percorso che unisca alla formazione tecnica sulla conduzione delle nostre imbarcazioni la cultura del mare, la crescita personale in rapporto all’associazione, il rispetto e l’integrità delle persone (equipaggio), la solidarietà e il valore del volontariato, nonché la sostenibilità ambientale e sociale.

Percorso complesso e che, probabilmente, richiederà tempo e impegno… ma se non noi, chi lo potrà fare?

Lungo la rotta – N° 2 marzo 2026 – AVT in Croazia

Quest’anno il programma di navigazione AVT in acque croate sarà ampliato con la
partecipazione alla seconda edizione della Regata per barche tradizionali di Pola. In
continuità con lo spirito della Regata di Rovigno, di cui AVT è co-organizzatrice fin dalla
prima edizione, intendiamo contribuire alla riscoperta della cultura della marineria
tradizionale della città di Pola.


La formula di partecipazione ricalca quella di Rovigno e saremo ospitati sia a terra sia in
acqua presso la base nautica dell’associazione organizzatrice, situata all’interno del Golfo di
Pola.


Programma generale

  1. Sabato 28 marzo e sabato 4 aprile: due giornate di preparazione dedicate a cordame e bozzelli, aperte a tutti i soci.

  2. Regata di Pola: 29 – 30 – 31 maggio  – Organizzata da “Mandrač-Tivoli”  vedi  Invito

  3. Regata di Rovigno: 12 – 13 – 14 giugno – Organizzata da Casa della Batana


    Partecipazione alle regate


La partecipazione è aperta a tutti i soci, che potranno partecipare con la propria imbarcazione o essendo imbarcati su di una.
AVT organizza solo la partecipazione alle regate e l’ospitalità durante gli eventi.
Adesioni e costi
Al fine di agevolare la partecipazione, AVT mette in contatto i paroni e soci per la definizione
degli equipaggi. Raccoglie quindi richieste e adesioni agli eventi che possono essere indirizzate a Direttore_sportivo@velaalterzo.it indicando:

  • le attività a cui si intende partecipare.

  • le mansioni per cui ci si rende disponibili se non avete ancora imbarco. 

Il costo di partecipazione non è ancora definito, ma potrà indicativamente aggirarsi intorno
ai 100 euro a testa, al fine di contraccambiare l’ospitalità in occasione della “Coppa del
Presidente”
Considerata la complessità e l’articolazione dell’organizzazione, è richiesto di manifestare il
proprio interesse quanto prima.



Lungo la rotta – N° 1 gennaio 2026

Bilancio di un anno e prospettive per il futuro

Cari amici velaterzisti,

Un nuovo inizio, tempo di riflessioni

Con la conclusione del 2025 e l’arrivo del nuovo anno, siamo spinti a fare un bilancio del percorso della nostra associazione. È naturale, in questo tempo di passaggio, guardare a ciò che è stato realizzato e a ciò che ci aspetta. La vela al terzo, cuore pulsante delle nostre attività, gode di buona salute e mostra una forte volontà di crescita. Come accade in tutte le famiglie in espansione, nascono nuove aspirazioni e tanti sono i cuori che battono all’unisono per la nostra passione comune.

I cuori della nostra associazione

La ricchezza della nostra AVT si riflette nella varietà delle persone che la compongono e degli amici che partecipano alle nostre regate, veleggiate ed eventi. Ciascuno porta con sé motivazioni e desideri diversi:

  • Chi vive la regata come momento di competizione e sfida sportiva;
  • Chi la vede come occasione di aggregazione e condivisione;
  • Chi predilige le veleggiate, immerse nella tranquillità della laguna;
  • Chi si dedica con passione ai garanghèi;
  • Chi ama organizzare e vivere gite di più giorni tra le acque lagunari;
  • Chi desidera portare la presenza della nostra associazione anche all’estero;
  • Chi mantiene viva la nostra cultura, la storia e le tradizioni che ci legano al territorio;
  • Chi si occupa dell’aspetto museale della vela al terzo, custodendo la memoria e il patrimonio materiale;
  • E infine, chi riesce ad amare tutte queste sfaccettature insieme.

Nonostante la pluralità dei cuori, è una sola l’anima che ci unisce: la passione per la Vela al terzo.

Il nuovo Consiglio Direttivo e l’ascolto della comunità

Il Consiglio Direttivo, insediatosi a metà della stagione 2025, ha voluto raccogliere la voce di tutti questi cuori, ascoltando i bisogni e le aspettative dei soci e degli amici che animano la vita associativa. L’obiettivo è rendere la nostra AVT sempre più aperta e inclusiva, dando spazio ai tanti cuori che la compongono.

Per riuscirci, ci siamo impegnati non solo ad ascoltare le vostre opinioni, ma anche a rivedere i documenti fondativi e lo spirito che animava i nostri padri fondatori. Un pensiero speciale va al compianto Gino Luppi, a cui va una parte importante della nostra riconoscenza e gratitudine per quanto ha donato all’associazione.

Verso un 2026 di apertura e collaborazione

Guardando al futuro, immaginiamo un 2026 capace di accogliere tutte le sensibilità e le passioni che animano la nostra comunità. Vogliamo promuovere il dialogo interassociativo, rafforzando la collaborazione con le undici associazioni lagunari che dispongono di imbarcazioni, sociali o di proprietà dei paroni, armate al terzo.

Prossimi passi e riflessioni per il nuovo anno

Il freddo di gennaio ci invita a riflettere sulle iniziative che desideriamo migliorare e sulle nuove opportunità da cogliere. Siamo pronti ad affrontare insieme le sfide che il nuovo anno ci riserva, guidati dalla passione, dalla tradizione e dalla voglia di crescere come comunità.

Ti aspettiamo.

Massimo CODATO

Presidente AVT