Lungo la rotta – n° 3 giugno 2026 – Istruttori diplomati

Cari amici velaterzisti,

sono particolarmente felice di annunciare che la nostra Associazione dispone di un gruppo di soci diplomati “istruttori di secondo livello – Vela tradizionale – Vela al Terzo”. L’attestato è stato rilasciato dalla Libertas, scuola nazionale di formazione sportiva riconosciuta dal CONI. Devo essere sincero: la mia felicità è anche “egoistica” perché senza istruttori diplomati una scuola di vela si pone al di fuori della legge, con ricadute non solo civilistiche e assicurative nel caso di incidente, ma pure fiscali.

Comunque, ritornato al discorso iniziale, i soci sono Marco Bevilacqua, Fulvio Caputo, Franco Dan, Giulio Loris, Mario Mainardis, Zeno Mainardis, Davide Pesavento e Alessandro Pagnacco. Anche tre appartenenti al CVC hanno partecipato al corso che si è tenuto presso la sede dell’Associazione Arzanà (grazie presidente Giorgio Suppiej !)

I corsisti hanno seguito un percorso formativo tenuto da Franco Maitan (ringraziamenti di cuore) che prevedeva cinque lezioni (durata media 3 ore..) con scadenza settimanale, cinque test scritti e due uscite a vela durante le quali manovrare sanpierotte e topi con abilità. Al termine, un’ultima lezione teorica con test di 40 domande.

A quanto mi dice Fulvio, “longa manus” del Consiglio, i nostri soci hanno affrontato con pazienza, disciplina e attenzione il percorso perché hanno compreso che condurre con perizia una barca al terzo e altro rispetto al padroneggiare le materie e le competenze che qualificano un istruttore: dalla meteorologia alla fisica, dalla gestione del primo soccorso alla sicurezza, dalla manutenzione dei motori alla gestione della scuffia, dalla lettura dell’ambiente lagunare, ai nodi, alla manovra di cappa e così via.

Ed ora?

Il Consiglio ha chiesto al gruppo “diplomato” (a cui si deve aggiungere Luigia Tempesta, già istruttore, e Davide Bernardi, che ha coordinato i corsi di vela negli ultimi anni) di riunirsi e discutere su come organizzare una scuola di vela dell’AVT.

Specifico: non un corso di vela (ce ne son tanti in giro), ma una vera scuola. Cioè un percorso che unisca alla formazione tecnica sulla conduzione delle nostre imbarcazioni la cultura del mare, la crescita personale in rapporto all’associazione, il rispetto e l’integrità delle persone (equipaggio), la solidarietà e il valore del volontariato, nonché la sostenibilità ambientale e sociale.

Percorso complesso e che, probabilmente, richiederà tempo e impegno… ma se non noi, chi lo potrà fare?